Addio Equitalia e benvenuta Agenzia delle Entrate-Riscossione



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Oramai è ufficiale, l’Italia è pronta a dare l’addio definitivo ad Equitaliagrazie al nuovo decreto fiscale voluto dal governo Renzi e che, peraltro, prende in considerazione anche la riapertura della voluntary disclosure e la rottamazione delle cartelle esattoriali. Questo nuovo decreto nasce con l’intento di riformare ed, allo stesso tempo, di rafforzare la riscossione; inoltre, si cerca pure di seguire i suggerimenti che già in passato erano stati dati dall’Ocse e dal Fmi, introducendo anche novità circa le dichiarazioni Iva.

Equitalia non ci sarà più a partire dal mese di luglio 2017 ed al posto suo vi sarà un nuovo ente pubblico economico, che prende il nome di Agenzia delle Entrate-Riscossione; il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) sarà il supervisore che terrà sotto controllo la situazione, dando pure delle linee guida.

Ad approvare lo stato del nuovo ente, che si preoccuperà di badare a tutto ciò che interessa i temi economici del paese, sarà un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dello stesso ministro dell’Economia. Grazie a questo statuto sarà possibile disciplinare in modo corretto l’ente, che avrà diritti e doveri circa determinate competenze.

All’interno del nuovo ente vi sarà trasferito lo stesso personale che attualmente opera ancora all’interno di Equitalia, ma prima di entrare ufficialmente nella nuova struttura ed eseguire il lavoro che gli spetta, gli ex dipendenti Equitalia saranno sottoposti ad una selezione e verifica delle competenze, in maniera tale da poter soddisfare a pieno i principi di trasparenza, pubblicità ed imparzialità.

Tra le ulteriori novità che ci ritroveremo a vedere con l’addio di Equitalia, parliamo anche di un rapporto più stretto tra il direttore dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione ed il Mef: quest’ultimi, difatti, avranno l’obbligo di riunirsi una volta all’anno per cercare di trovare strategie, risorse utili per la riscossione e per raggiungere gli obiettivi.

Che cosa dire poi della digitalizzazione dei dati? Dal prossimo anno, difatti, i dati delle fatture Iva dovranno essere comunicati all’Agenzia Riscossione esclusivamente per via telematica e con cadenza trimestrale. In questa maniera, si cercano di ottimizzare i tempi di lavoro, ma soprattutto si potrà aiutare i dipendenti ad eseguire controlli più mirati ed efficienti. Inoltre, tutte le aziende, con un introito annuale al di sotto dei 50 mila euro, che dovranno investire una spesa extra per adeguarsi alla nuova tecnologia per la trasmissione dei dati, avranno diritto anche ad un credito d’imposta una tantum pari a 100 euro.equitalia-2

Chi, invece, aderirà alla rottamazione potrà decidere di eseguire il pagamento della somma dovuta in un unico movimento oppure fino ad un massimo di quattro rate. Va sottolineato, però, che la terza rata dovrà essere versata entro i 15 dicembre 2017, mentre la quarta dovrà essere versata entro il 15 marzo 2018. All’interno della rottamazione, ricordiamo che sono considerate anche le cartelle IVA – ad eccezione di quelle sull’importazione – e gli interessi sulle multe.

 

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