Agricoltura, definita la contribuzione obbligatoria 2017 per gli autonomi



L’ anno 2017 prevede per gli autonomi del settore agricolo aliquote contributive dovute più dispendiose rispetto all’anno 2016.

Cenni su problematiche del sistema previdenziale

I contributi previdenziali obbligatori servono a tutelare e garantire il lavoratore, che, durante il suo percorso lavorativo, ha destinato una parte del suo reddito o risparmio per assicurarsi, al termine della sua attività lavorativa e al raggiungimento di determinati requisiti contributivi e retributivi, una pensione futura dignitosa.
Il settore della previdenza obbligatoria è stato da sempre un tema delicato, ma oggi a causa della grave congiuntura economica che ha investito tutte le categorie dei lavoratori, anche i lavoratori autonomi del settore agricolo, che, in anni passati, potevano vantare di aliquote contributive più favorevoli, rispetto alle altre tipologie di settori lavorativi, sono stati oggetto di rideterminazione, in maniera, più onerosa nei contributi obbligatori per il loro settore di appartenenza per l’anno 2017, con la circolare inps n.18 del 31.01.2017.

Categorie principali di lavoratori agricoli

I lavoratori iscritti alla gestione inps si dividono in: coltivatori diretti, sono piccoli imprenditori che si dedicano alla coltivazione manuale del terreno, apportando lavoro proprio e sussidio da parte dei componenti della propria famiglia contribuendo a realizzare buona parte del fabbisogno aziendale sufficiente a garantire un decoroso sostentamento, con un numero di giornate non inferiore a 104 e rappresentando la stessa attività principale, nonchè fonte di guadagno. La seconda categoria di lavoratori agricoli sono gli imprenditori agricoli professionali (IAP), coloro che possiedono almeno uno dei tre requisiti di seguito menzionati. Il primo è di natura professionale e fa riferimento al possesso di titoli abilitanti, quali il diploma di laurea in Scienze Agrarie o Forestali, Scienze delle Tecnologie Alimentari, Medicina Veterinaria. Il secondo requisito è di natura lavorativa, bisogna dimostrare di aver esercitato attività agricola come titolare, o, come coadiuvante familiare per tre anni prima della presentazione della domanda di riconoscimento della qualifica; il terzo e ultimo requisito è legato al possesso dell’ attestato di frequenza rilasciato in seguito alla partecipazione a corsi di formazione professionale in agricoltura. Al termine dei percorsi professionali e formativi e dopo l’acquisizione di conoscenze tecniche nel settore agricolo, gli imprenditori agricoli professionali (IAP) dovranno dedicare la maggior parte delle ore lavorative alle attività agricole, o, direttamente o diventando socio dell’impresa agricola; gli introiti derivanti dovranno rispecchiare le stesse ore lavorate.

Modalità di determinazione delle aliquote contributive

La base imponibile che consente di determinare le aliquote contributive è determinata tenendo conto del reddito agrario dei terreni, del numero delle giornate e della retribuzione media giornaliera. La base imponibile contributiva convenzionale corrisponde a ciascuna fascia. Occorre moltiplicare il numero di giornate corrispondenti alla determinata fascia di reddito agrario per l’importo della retribuzione giornaliera. Sul valore si applicheranno le aliquote contributive. Per il 2017 le aliquote sono aumentate dello 0,4 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Per i maggiori di 21 anni i punti sono 0,4 in aumento rispetto al 2016; per i minori di 21 anni dello 0,8%; per i pensionati dello 0,2% nelle zone normali; per le stesse tipologie di lavoratori sopraccitate sono addirittura aumentate non solo rispetto all’ anno 2016 ma anche rispetto alla zona, infatti, risultano penalizzate addirittura le zone montane e le zone svantaggiate.

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