BCE: instabilità e borse deboli in zona euro



Negli ultimi sei mesi la BCE ha segnalato che questo momento storico per la zona euro sembra essere assai critico. Analizziamo nel dettaglio tutto quello che secondo BCE comporta anche la presenza di borse deboli.

Quali sono i rischi secondo BCE?

Come abbiamo appena accennato, la Banca Centrale Europea ha riferito che attualmente si può definire una situazione rischiosa a livello finanziario, soprattutto perché negli ultimi mesi questo rischio si è fatto ancora di più evidente in alcune zone. Nel rapporto redatto semestralmente dalla BCE si avverte che i timori maggiori siano i debiti pubblici che al momento sembrano essere aumentati. Ma non è tutto, poiché si parla anche di una generale lentezza nella pulizia dei bilanci delle banche. Nel rapporto, inoltre, emerge anche preoccupazione per quanto concerne una modifica di prezzo nel mercato obbligazionario a livello mondiale, dovuto essenzialmente ad eventuali problemi negli Stati Uniti, sebbene anche situazioni politicamente instabili a livello politico o anche fiammate inflazionistiche – più marcate rispetto alle previsioni – potrebbero altrettanto porre dei problemi all’interno dell’area dell’Euro.

La decisione del Regno Unito di lasciare l’UE

Un punto sul quale non si può non focalizzare la propria attenzione dal punto di vista dei fattori geopolitici che possano avere delle ricadute a livello economico, è sicuramente anche quello che riguarda la decisione del Regno Unito di dire addio all’Unione Europea, una decisione che indubbiamente ha un riflesso negativo a livello di incertezze politiche. Ciò nonostante, questa situazione non dovrebbe pesare in maniera eccessiva sulla stabilità a livello finanziario per l’Eurozona, soprattutto se il processo fosse adeguatamente preparato con tutta una serie di correttivi ad hoc, evitando degli shock per il mercato, in particolar modo per quanto riguarda eventuali incertezze sugli scambi commerciali e finanziari, un punto che non manca di inquietare. Tuttavia, considerando come per l’attivazione dell’art. 50 e la successiva applicazione – che culminerà con il completamento del processo della Brexit – c’è ancora abbastanza tempo, i negoziati non sono ancora veramente cominciati e, soprattutto, pesa ancora un voto politico – in UK – attraverso il quale il popolo britannico darà, o meno, una maggioranza più compatta per la premier May. Un eventuale risultato non così definito, potrebbe certamente rimettere in discussione gli equilibri all’interno delle istituzioni inglesi, con il rischio che anche i negoziati possano prendere una piega differente rispetto alle iniziali previsioni. Come detto, però, considerando come il processo della Brexit non sia una questione destinata a risolvere nell’immediato, non si può certamente imputare al Regno Unito una delle principali fonti di preoccupazioni per quanto riguarda la stabilità dell’area Euro. Certo, eventuali cambiamenti a livello di rapporti tra Londra e Bruxelles potrebbero incidere anche sulla complessa questione dei servizi finanziari messi a disposizione dei clienti europei, giacché il Regno Unito dovrebbe negoziare un accesso al mercato finanziario, con tutte le difficoltà del caso.

Uno sguardo ai dati finanziari

In un quadro simile, è chiaro che pure i mercati finanziari manifestano qualche segno di debolezza, in modo particolare tra le borse di Parigi e Francoforte, come del resto a Milano, mentre Londra non si distanzia molto dalla parità. Anche l’euro, in seguito alla pubblicazione dei dati, ha mostrato una leggera flessione nei confronti del dollaro, collocandosi a circa un centesimo al di sotto del massimo raggiunto nella giornata di ieri a 1.1269 (oggi era a 1.11795).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *