Dopo 10 mesi la Spagna ha di nuovo un governo



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Era il 20 dicembre 2015 il giorno in cui in Spagna si era avviata la vera e propria paralisi del governo iberico ed ora questa nazione, dopo circa 10 mesi, ritorna a vedere la luce infondo al tunnel con un nuovo governo che vede ancora una volta lo stesso premier Mariano Rajoy.Quindi, dopo una lunga attesa di 316 giorni, la penisola iberica ritorna nuovamente ad avere un governo e ciò è stato possibile giacché è stata ottenuta la fiducia necessaria per scegliere ancora una volta lo stesso premier; ciò è stato possibile pure grazie all’astensione di un’ampia parte dei deputati socialisti. Insomma, seppur debole, in Spagna nasce un nuovo governo: in questa sessione di voto, Mariano Rajoy ha ottenuto 170 voti a suo favore, dati dal Partito Popolare e quello dei centristi di Ciundadanos, e vi sono stati 68 astensioni da parte del Psoe.

Tra i socialisti “indisciplinati”, se così li possiamo definire, si sono distinti all’incirca 15 persone, di cui 7 appartenenti alla federazione catalana. Tra questi, non possiamo fare a meno di segnalare pure l’ex segretario Pedro Sánchez che inseguito al voto, a distanza di poche ore, ha deciso di dimettersi da deputato. Questo gesto è stato fatto soprattutto per non dare il via libera al suo rivale, senza però disobbedire alla disciplina imposta dal proprio partito.

Ad ogni modo, il premier spagnolo ha colto l’occasione per annunciare che questa è sicuramente un’ottima opportunità da cogliere al volo ed ha aggiunto, poi, che per ogni decisione non desidera avere immediatamente carta bianca, bensì è disposto ad avere un dialogo aperto con chi lo desidera. Nel frattempo, sarà necessario attendere questo giovedì per capire come sarà composta la squadra al governo di Mariano Rajoy.

La Spagna ora si ritrova con un grande lavoro da fare da questo momento in poi: la Commissione Europea, difatti, attende ancora la messa in atto delle promesse avanzate dalla stessa nazione circa il suo deficit e già nel luglio 2016 era riuscita ad evitare in extremis una multa salata. Ora sarà necessario mettere in atto una strategia finanziaria che possa in qualche modo ristabilire la situazione di un paese che per 10 mesi è stato in balia del nulla.governo-spagnolo

Chissà se Mariano Rajoy riuscirà nel suo intento! Intanto, il Partito Socialista ha già annunciato che non sarà assolutamente disposto a votare la manovra avanzata del Partito Popolare. Molti rivali del premier si sono indeboliti durante i mesi passati – vedi per esempio Pedro Sáchez che è stato cacciato proprio dal suo partito, Pablo Iglesias che si è ritrovato con i primi problemi con i Podemos o ancora Albert Rivera dei Ciudadanos che ha dovuto cambiare idea circa il sostegno nei confronti del premier – ma ora è necessario capire se Mariano Rajoy riuscirà davvero a non farsi “schiacciare” dalla volontà degli altri partiti e, soprattutto, se riuscirà ad adempire le promesse fatte all’EU.

Nel frattempo, il paese sembra che pian piano si stia riprendendo, tant’è vero che nel mese di settembre 2016 è stata segnata positivamente la crescita dei consumi per quanto riguarda il commercio al dettaglio.

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