Italia: il 2016 è stato l’anno della deflazione



L’anno che si è appena concluso è stato l’anno della deflazione per l’Italia: ciò non accadeva addirittura dal 1959!

A dare conferma di quanto abbiamo appena detto è stato l’Istat che ha quantificato una variazione negativa pari all’0.1% per quanto concerne la media annuale dei prezzi al consumo. Per quanto riguarda l’inflazione calcolata sugli alimenti freschi e sul prodotti di tipo energetico, possiamo dire invece che il dato è rimasto positivo ( si parla dello 0.5%), nonostante comunque vi sia stato un rallentamento rispetto a quanto si era registrato durante il 2015.

Basandoci sui dati del mese di dicembre, possiamo notare come in realtà l’indice dei prezzi al consumo sia cresciuto: difatti, si parla di uno 0.4% rispetto al mese precedente e del 0.5% rispetto al 2015. Ad ogni modo, questo incremento è dovuto essenzialmente all’andamento dei prezzi circa i trasporti, dove si è segnato un +1.9%, servizi energetici non regolamentati che ha fatto un +1.1%, alimentari non lavorati con un +1% e, per terminare, dei servizi ricreativi o comunque per la cura personale che ha evidenziato un +0.5%.

Nel complesso, dunque, l’inflazione di fondo si è portata ad uno 0.6%!

Passando nel dettaglio, andiamo ad analizzare quando è stato detto dal Codacons: praticamente, durante l’anno che è appena terminato, si può dire che vi sia stato un calo dei prezzi dovuto essenzialmente al crollo dei consumi della popolazione. In otto anni, difatti, si parla addirittura di un calo quantificabile addirittura ad 80 miliardi di euro. Il presidente del Codacons, Carlo Renzi, fa pure sapere che se si va a quantificare la somma che ogni famiglia ha dovuto eliminare dalla voce “spese” è quantificabile a 3.333 euro dal momento in cui è scoppiata la crisi sino ad oggi.

Quindi, si può certamente affermare che questi numeri hanno portato a delle inevitabili conseguenze che si sono riversate per l’appunto proprio su prezzi e listini; quest’ultimi, difatti, hanno visto una variazione in negativo dello 0.1% per anno.

Quindi, nonostante durante questo dicembre vi sia stata un’evidente ripartenza dell’inflazione, in realtà la crescita dei prezzi non è servita a nulla: lo 0.5% dell’ultimo mese è da riferirsi addirittura aumento dei prezzi del carburante presso i distributori. Questo settore, difatti, è quello che ha visto la maggiore crescita in quest’ultimo periodo dell’anno.

Ora, quindi, non dobbiamo far altro che attendere e vedere che cosa accadrà durante il nuovo anno. Chissà se vi sarà un miglioramento e l’Istat riuscirà a comunicarci, finalmente, dei dati migliori e più incoraggianti di questi. Non resta che attendere, visto che un nuovo anno si è appena avviato!

Passando al panorama europeo, però, notiamo in realtà che la scena è positiva: difatti, i prezzi al consumo nei paesi dove è presente l’euro, sono particolarmente cresciuti durante l’ultimo mese dell’anno appena trascorso. In particolare, bisogna sottolineare che un incremento vero e proprio si è registrato nel settore energetico e, a seguire, in quello alimentare, alcool e tabacco.

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