PIL: crescita pari a zero per l’Italia



PIL Italia 2016

Non ci sono ottime notizie per l’Italia di questo periodo: difatti, il secondo trimestre di quest’anno ha evidenziato che il PIL italiano non ha avuto nessuna crescita ed anzi quest’ultimo è rimasto invariato rispetto al precedente trimestre. Per quanto concerne il dato su base tendenziale annua, il PIL è stato rivisto ed aumentato dello 0.8% anziché 0.7%, stima realizzata in precedenza.

Di recente l’Istat aveva confermato le stime congiunturali mostrate il 12 agosto 2016, in seguito all’annuncio trapelato circa la revisione congiunturale del ministero dell’economia. Ora, però, l’Istat ha rivelato pure che molti altri componenti hanno deciso di muoversi in modo opposto.

Ad ogni modo, Pier Carlo Padon si mostra assai soddisfatto dei dati riscontrati di recente ed, in occasione del suo arrivo al Forum, ha sottolineato che il PIL sta crescendo e che proprio questo gli interessa.

I dati raccolti circa il PIL, questa volta, contengono pure delle nuove statistiche circa i servizi: difatti, i dati sono arrivati dal commercio, dai consumi e dalle attività dei servizi non destinati alla vendita. Nel primo trimestre si era registrato un rialzo con i livelli del PIL rivisti di 160 milioni di euro, mentre che nel secondo sono aumentati di 200 milioni di euro. Dunque, dando un’occhiata ad entrambi i trimestri – dal punto di vista dei livelli del PIL – si può confermare quanto detto dall’Istat: la crescita è pari a zero rispetto al precedente trimestre del 2016. Un’interessante variazione, invece, si registra con la tendenziale che, come detto, arriva allo 0.8%, rialzo che dallo 0.6% è passato al 0.7% per poi arrivare al dato attuale.

Ottimi risultati si sono registrati anche con alcuni settori specifici. Gli incrementi congiunturali riguardano per l’appunto l’agricoltura con una percentuale pari al 0.5% ed i servizi con un 0.2%; l’industria, invece, ha registrato un calo con un – 0.6%.

Naturalmente, va comunque sottolineato che all’interno dei servizi vi sono pure dei settori in espansione ed altri in flessione: ad esempio, hanno visto una crescita in positivo le attività professionali e di supporto, ma anche quelle del comparto del trasporto, alloggio e commercio. Dall’altra parte, invece, hanno registrato una flessione le attività finanziarie ed assicurative con un punto percentuale pari al -0.6%.

Passando ai consumi interni, in Italia i consumi ritornano ad essere allo zero congiunturale, ovvero si registra un aumento dello 0.1% dei consumi delle famiglie, mentre che c’è un calo pari allo 0.3% della spesa della pubblica amministrazione. Gli investimenti fissi, poi, dopo cinque trimestri ritornano ad essere negativi con un -0.3% dallo 0.8%. Fortunatamente, però, le esportazioni sembrano riprendersi con un aumento pari all’1.9% congiunturale, dopo il -1.2% dei primi tre mesi e 0.8% tendenziale.

Nel complesso, però, si tratta di una crescita che, secondo molti, è quasi inutile: lo stesso segretario dell’Unione Nazionale dei consumatori, Massimo Dona, spiega che la crescita fatta da dati con “zerovirgola” non è possibile e quella di cui parlava il governo sembra quasi un miraggio.

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