Pubblicato il Def, una nuova legge di bilancio



Dal 2018 inizia una nuova spending review per i ministeri. Infatti la pressione fiscale sembra essere in flessione ed è passata dal 42,9% del Pil per il 2016 al 42,3% per quest’anno.
Il 12 aprile sul sito del Ministero Economia è infatti apparso un Documento di economia e finanza e un Piano nazionale di Riforma per il 2018 trasmessi poi alla Camera.

Questo piano prevede dei fondi per la lotta alla povertà che saranno 1,2 miliardi nel 2017 e 1,7 per il 2018. Si vorrebbero usare anche i ca 10 mld del fondo ‘salva-banche’ per effettuare una ricapitalizzazione delle banche che sono in difficoltà.
Inoltre si rinuncia a diminuire l’Irpef, per risistemare il taglio del cuneo fiscale al fine di ridurre il costo del lavoro e si attuerebbero privatizzazioni per 5 miliardi (ovvero il 0,3% del Pil) annui.

«Dal lato della spesa, anche sulla scorta della riforma della procedura di formazione del bilancio, si attuerà una nuova revisione della spesa – si legge ancora nel Def – Le Amministrazioni centrali dello Stato contribuiranno al conseguimento degli obiettivi programmatici con almeno un miliardo di risparmi di spesa all’anno». Nel documento poi si precisa che tale contributo sarà l’ oggetto del Dpcm che è previsto dalla nuova normativa».

Il tasso di disoccupazione in Italiano è previsto anche che scenderà dall’11,7% dell’anno scorso all’11,5% di quest’anno, sarà l’11,1 nel 2018 e il 10,5% nel 2019. L’inflazione sarà l’1,2% nel 2017 mentre nel 2016 era lo 0,8% e salirà ancora.

Il Ddl anti-povertà inoltre prevede un reddito di inclusione, il sostegno economico a famiglie in difficoltà, ridefinizione del beneficio per progetti di inclusione sociale e il riordino delle varie prestazioni assistenziali.

Per la attuale ricapitalizzazione a scopo precauzionale delle banche in difficoltà il Def ipotizza anche «un utilizzo pari a circa metà delle risorse rese disponibili con il decreto» del dicembre scorso, il quale ha creato per le banche un fondo ad hoc, da utilizzare nel 2017, che ammonterebbe a 20 miliardi.
«Verso fine Qe Bce, Italia non sia impreparata» «Una attenta riflessione sul valore concreto della credibilità del Paese appare particolarmente rilevante» alla luce delle attuali aspettative che vogliono che la Bce termini il QE entro il 2018. «L’Italia non dovrà farsi trovare impreparata» è scritto nel Def. Una finanza pubblica che sia «solida e sana» è infatti un impegno «doveroso nei confronti delle nuove generazioni» e produce degli effetti concreti sul bilancio «poiché contribuisce a contenere la spesa per interessi che assorbe risorse altrimenti destinabili a riduzione del carico fiscale, investimenti e inclusione sociale».

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