Rating Italia: Fitch lo declassa a BBB



Torniamo ad occuparci di rating di debiti sovrani, dando uno sguardo all’ultima valutazione proposta dall’agenzia di rating Fitch relativamente ai titoli di stato italiani: a distanza di alcuni anni, infatti, il rating è nuovamente sceso, collocandosi ora al livello BBB, per tutta una serie di ragioni che andremo a vedere brevemente insieme nelle prossime righe.

 

Non giungono buone notizie, per quanto riguarda il rating sovrano italiano, da parte dell’agenzia Fitch: già nel corso del 2013, la stessa si era premurata di declassare la valutazione del debito sovrano italiano da A- a BBB+ e, ora, a distanza di circa quattro anni, arriva un ulteriore taglio della valutazione, al quale tuttavia vanno a sommarsi pure alcune note espresse dall’agenzia che riguardano un po’ il quadro generale italiano, al di là della situazione dei conti pubblici italiani, all’interno del quale si possono intravedere le ragioni del downgrading.

Alla base del taglio del rating, l’agenzia Fitch colloca i rischi per quanto riguarda la stabilità politica del paese, considerando come in una situazione di incertezza, anche a causa dell’avanzata dei cosiddetti populismi, potrebbe venir meno quella necessaria spinta riformatrice tramite la quale ammodernare la struttura statale. Ma d’altro canto, secondo l’agenzia, ci sono anche altre considerazioni da fare, come ad esempio, la necessità di non appesantire ulteriormente il già opprimente fisco, anche per evitare di far sfuggire gl’investimenti.

Le previsioni di crescita dell’economia italiana non sono del resto particolarmente esaltanti, giacché per quanto riguarda il 2017 l’agenzia di rating prevede un’avanzata del PIL dello 0.9 percento, come del resto, per il 2018 le cifre indicano una crescita dell’1 percento: queste performance non saranno tuttavia sufficienti a far risalire completamente la china all’economia italiana, la quale – in rapporto ai livelli raggiunti nel 2007 – a distanza di dieci anni fa segnare ancora un -5 percento, a causa della lunga e pesante recessione.

In un quadro simile, si comprende anche come gli sforzi per il risanamento dei conti pubblici non possano essere incisivi e importanti come, secondo l’agenzia di rating, dovrebbero essere: non potendo infatti contare su un avanzo primario consistente da poter destinare ad una riduzione del debito, che continua ad essere molto elevato, di conseguenza il paese deve continuare a fare affidamento alla lunga fase favorevole dal punto di vista del costo del denaro, che potrebbe però giungere a breve a conclusione, dopo la revisione degli interessi da parte della FED.

Un altro punto di riflessione che l’agenzia Fitch ha voluto rimarcare, è anche quello relativo alla debolezza di diversi istituti di credito italiani: i crediti deteriora
ti, infatti, pesano sui bilanci di diverse banche, e di conseguenza, le stesse non possono far registrare performance soddisfacenti e tali da poter sostenere un rilancio dei prestiti alle imprese, stimolando così la ripresa anche interna, trovando nuove opportunità per superare questa situazione di scarsa redditività.

Quale sarà l’evoluzione futura dell’economia italiana, della politica e, quindi, anche del rating sovrano? Per il momento la valutazione BBB ha comune un outlook stabile…

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