Stato italiano: 65 miliardi di debito verso le aziende



Di recente sarebbe emerso che lo Stato Italiano avrebbe un debito davvero salato nei confronti delle aziende che hanno svolto servizio di forniture, manutenzione od altro tipo di lavori.

I dati sono stati rivelati attraverso degli studi condotti dalla Banca d’Italia tramite l’utilizzo dei dati della Cgia di Mestre. A quanto pare, questo istituto bancario sarebbe stato il primo ad ipotizzare la cifra complessiva del debito che si ritrova ad avere l’amministrazione pubblica italiana. Ma di quanti soldi si parla? Stando ai dettagli emersi, la cifra ammonterebbe almeno a 65 miliardi di euro e 31 miliardi di questi non sarebbero ancora stati liquidati poiché non sono ancora passati i famosi 30-60 giorni stabiliti dal momento dell’emissione della stessa. Per quanto concerne i 34 miliardi di euro, invece, questi sono da imputarsi a dei veri e propri ritardi nell’eseguire il pagamento.

L’organizzazione veneta degli artigiani, però, riferisce in realtà, che secondo questi non si tratta della cifra attuale, bensì di una somma sottodimensionata, visto che non far riferimento a ciò che è stato già fatturato con il nuovo anno. Insomma, in questo conto ci si riferirebbe solamente a tutto quello che è comparso nel 2015 nella voce “spese”.

Andando più nel dettaglio, la stessa Cgia di Mestre spiega che la cifra vera e propria del debito commerciale nei confronti dei fornitori è un punto interrogativo ancora oggi. La cosa che lascia di più senza parole, però, è la fatturazione elettronica: infatti, nonostante questa metodologia di fatturazione sia attiva già da due anni, la Pubblica amministrazione  – nonostante le promesse del ministero dell’Economia – non è in grado di rispondere con certezza al quesito e, di conseguenza, non è possibile sapere quanto sia la somma effettiva di quello che è stato speso e ancora è da saldare.

Ad ogni modo, controllando l’accaduto degli ultimi anni, possiamo dire con certezza che tale fenomeno si è leggermente ridotto in seguito all’accentuarsi durante la crisi. Ciò è stato possibile pure perché durante il biennio 2013-2014 erano stati fatti degli interventi importanti: se ricordate, infatti, erano stati messi a disposizione ben 56,2 miliardi di euro, di cui 44,6 miliardi di euro messi a disposizione dei debitori.

Paolo Zabeo, il coordinatore della Cgia, ha sottolineato che non è solamente la Pubblica amministrazione ad aver problemi di liquidità: difatti, le circa 873.000 imprese che lavorano per il pubblico si ritrovano ad aver eseguito una manutenzione oppure una fornitura e devono avere molta pazienza prima di essere saldati correttamente, arrivando addirittura ad attendere 6 mesi.

Per quanto concerne il livello del debito a livello internazionale, invece, la Pubblica amministrazione è messa anche peggio: difatti, al 31 dicembre 2015 la somma in questione per l’Italiana era di 48.9 miliardi di euro, cifra che equivale al 3% del Pil. Peraltro, tale somma con tiene in considerazione i debiti ceduti con la clausola pro soluto ad intermediari finanziari.

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