Negoziato sulla riforma delle pensioni



Cgil, Cisl e Uil con il Governo si stanno confrontando sulla fase due del negoziato sulla Riforma delle Pensioni.
Le materie sul tavolo sono gli adeguamenti alle aspettative di vita, la parità di genere, i correttivi APe Sociale, i giovani, la previdenza complementare, la pensione anticipata precoci.
Nel documento approvato dai tre gruppi confederali che viene poi ripreso da pmi.it, si legge: “pur avendo fatto registrare alcuni, parziali, elementi di avanzamento, al momento sta evidenziando significative distanze, anche su elementi particolarmente rilevanti”, e i sindacati si augurano che possano essere superate durante le trattative.

Il confronto proseguirà anche a inizio di ottobre, il Governo ha fatto sapere che l’accoglimento di tutte le varie proposte dipenderà dalle risorse disponibili con la Legge di Stabilità 2017.

Ape sociale e pensioni anticipate

Per quel che riguarda Ape sociale e pensioni precoci, ci si propone di eliminare alcune criticità emerse, ad esempio permettendone l’accesso anche ai disoccupati privi di ammortizzatori sociali, o chi resta senza lavoro per la scadenza del contratto. Aggiunta di una riduzione contributiva per le lavoratrici madri.

Per quanto riguarda i lavori pesanti, ci si propone di ampliare le varie categorie previste e rendere più accessibile il fattore temporale ovvero non più di sei anni per gli ultimi sette anni, ma negli ultimi dieci anni. Si chiede poi di semplificarne la procedura di richiesta. Chiesto anche l’abbassamento a 30 anni per l’accesso ai contributi all’APe sociale, equiparandolo quindi alle altre categorie (attualmente per i lavoratori di mansioni gravose servono 36 anni di contributi).

Si sollecita l’attuazione dei provvedimenti per utilizzare il nuovo cumulo gratuito anche per gli iscritti alle casse professionali.

Nuove misure di flessibilità

Le altre richieste riguardano nuove misure di flessibilità in uscita, a partire dagli adeguamenti automatici rispetto le aspettative di vita a partire dal 2019 (anno in cui dovrebbe esserci il prossimo scatto).

Diverse proposte riguardano la pensione delle donne ovvero si richiede una maggiorazione dei contributi per la maternità, un anno di anticipo per la pensione di vecchiaia per ogni figlio (anche se adottato), fino al massimo di tre, oppure in alternativa un coefficiente più alto per la pensione. Per lavoratrici e lavoratori i quali devono assistere il coniuge, o il partner nelle unioni civili, oppure un parente che sia però di primo o secondo grado con handicap grave, viene chiesto un anno di anticipo pensionistico ogni cinque di cura.

Si chiede anche una contribuzione più favorevole per le casalinghe, e una maggiore valorizzazione contributiva per il lavoro di cura familiare.

Il pacchetto verso i giovani prevede una riduzione dell’importo per avere diritto alla pensione di vecchiaia e per la pensione anticipata nel contributivo.

Per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 quindi andranno in pensione col contributivo, si chiede una pensione di garanzia e una graduazione della quota di pensione maggiore deducibile dal reddito.
Si propone anche di aggiungere ai fini contributivi i periodi di formazione.

Altre proposte

Altre proposte sul tavolo sono:

interventi per rafforzare la previdenza complementare;
separazione tra spesa assistenziale e previdenziale;
ripristino della perequazione per i trattamenti pensionistici;
TFR e TFS per i dipendenti pubblici senza posticipo se con APe sociale o per adesione alla RITA, (rendita integrativa temporanea anticipata);
semplificazione delle procedure per la pensione dei lavori usuranti;
proposte per donne e per l’ottava salvaguardia degli esodati
revisione governance per gli enti previdenziali.

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