Diminuiscono le esportazioni di materiale bellico dalla Svizzera




Oggi desideriamo affrontare una tematica davvero molto importante che riguarda proprio il mercato delle armi da guerra: difatti, stando ai dati raccolti durante l’anno che si è appena concluso, la Svizzera sembrerebbe aver visto un calo proprio nelle esportazioni di questi prodotti.

Quindi, nel 2016 la Confederazione Svizzera ha fatto segnare un calo dell’esportazioni di materiale bellico rispetto all’anno precedente: i dati parlando di una diminuzione del 7,8%. Più precisamente, tutte le aziende svizzere specializzate per l’appunto nella produzione di armi hanno consegnato in 70 paesi diversi ben 411,9 milioni di franchi di beni, dato che si rivelerebbe essere il più basso dal 2006.

A riferire questi dati ai media a Berna, è stato Simon Plüss della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), che ha presentato nel dettaglio tutte le statistiche riguardanti per l’appunto le esportazioni di materiale di questo tipo.

Nello specifico, è possibile notare che più della metà degli ordini sono stati consegnati in Europa – seppur con una tendenza al ribasso – mentre che un quarto del materiale bellico è andato all’Asia e l’11,2% è stato spedito a casa degli americani. Le esportazioni, però, sono aumentate per il continente africano: addirittura, la percentuale in questione ha fatto segnare un +207% di incremento.

Allo stesso tempo, Simon Plüss ha fatto sapere che nonostante in Asia sia in aumento la richiesta di materiale bellico, confrontato con il resto delle richieste mondiali, in realtà la Svizzera non ne gode. Questo perché la Confederazione Elvetica ha inasprito le norme attuali svizzere per salvaguardare i diritti umani. Un altro aspetto assai importante quando si parla di materiale da guerra riguarda proprio la sicurezza e protezione dei diritti, anche una volta che sono effettuate le consegne: difatti, la Svizzera si preoccupa di effettuare dei controlli in seguito alla fornitura delle armi. Durante lo scorso anno, in seguito a molti controlli eseguiti in Bahrein,  Senegal, Seychelles, Cile, Kenya, Kuwait, Oman, e Thailandia, tutto risultò confacente.  Va sottolineato, peraltro, che la Svizzera è uno di quei pochi paesi che, una volta consegnato il materiale, si preoccupa pure di fare dei controlli sul luogo.

Ad ogni modo, come abbiamo già accennato, l’esportazioni che sembrano essere decisamente buone per la Svizzera sono quelle fatte in Africa: più precisamente, gli ordinativi provengono dal sud del continente. Qui sono stati acquistati 51.300 CHF contro i 16.600 CHF dell’anno precedente. Quindi, possiamo affermare con certezza che oramai l’Africa è diventato il secondo cliente più importante per la Svizzera.

La nazione che primeggia per gli ordinativi di armi fatti in Svizzera è la Germania con esportazioni dal valore di 93.200 CHF, mentre al terzo posto c’è l’India 34.600 CHF, Stati Uniti 32.100 CHF e Pakistan 25.500 CHF.

Attualmente, stando allo studio pubblicato proprio due giorni fa dallo Stockholm International Peace Research Institute, la Svizzera è al 14° posto come esportatrice mondiale di armi, ma bisogna tener conto che queste statistiche tengono presente pure di fornitura di servizi e la costruzione di strutture.

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