Donald Trump potrebbe vietare l’importazione di petrolio dal Venezuela



Mentre in Venezuela gli scontri si fanno sempre di più aspri, il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, pensa di sanzionare il governo di Maduro con la cessazione dell’importazione del petrolio.

Trump vuole cessare i rapporti con il Venezuela per le importazioni di petrolio

È notizia di questi giorni quella giunta alle nostre orecchie direttamente dall’amministrazione guidata da Donald Trump circa l’interruzione dell’importazione del petrolio dal Venezuela. A quanto pare, questa dovrebbe essere una sanzione economica nei confronti del paese di Nicolas Maduro, che va a colpire sicuramente un settore assai importante come quello petrolifero. La notizia che è stata riportata su Reuters, riprende di riferimento una fonte anonima presente all’interno della casa Bianca che ha proprio confermato che vi sono diverse proposte sul tavolo che sono argomentate al momento, anche se in realtà la risposta definitiva è ben lontana. Ad ogni modo, attualmente il Venezuela risulta essere il terzo paese fornitore di petrolio negli Stati Uniti – dopo Canada e Arabia Saudita – e dunque, l’introduzione di una tassazione potrebbe comportare un duro colpo. In particolare, si parla di mettere un embargo all’importazione di petrolio estratto proprio dal Venezuela, mossa che potrebbe portare a conseguenze di grande rilevanza nel paese di Maduro.

Altre ipotesi circa le importazioni del petrolio negli States

Se non dovesse essere attuata questa azione, vi è pure una seconda ipotesi di quello che sarà fatto dall’amministrazione di Trump: praticamente questa seconda chance è l’esclusione della compagnia di petrolio di stato PDVSA dalle gare di appalto americane, come già accadde durante l’amministrazione di Obama nel 2011, quando l’azienda petrolifera decise di fare affari direttamente in Iran.

Quali potrebbero essere le conseguenze della decisione di Trump?

Un officiale americano ha fatto sapere al Reuters che una scelta di questo tipo potrebbe ulteriormente compromettere la situazione attuale, poiché il governo dovrebbe essere in grado di gestire il collasso di questo.  Nel complesso, possiamo dire che sin dalla sua ascesa alla Casa Bianca, Trump ha deciso di muoversi in maniera più dura rispetto ai precedenti presidenti e, se sino ad oggi non sono state inserite delle sanzioni, è stato perché non si voleva arrecare alcun danno sulla popolazione del Venezuela. Un altro motivo per cui sino ad ora non si era mosso nessuno era per non farsi accusare da Maduro per intromissioni negli affari interni dello stato.

La situazione attuale del Venezuela

Al momento, le proteste nel paese sembrano non placarsi mai: difatti, queste sono diventate sempre di più frequenti e, pensate, che in solo 2 mesi sono morte circa 60 persone morte. Un reportage presente su Reuters di Anastasia Moloney riporta pure che un centinaio di persone sono state coinvolte in un traffico di sfruttamento sessuale verso la nazione più vicina ovvero la Colombia. Sia uomini che donne sono stati costretti a ritrovarsi nel giro, nonostante gli fosse stato promesso un lavoro dignitoso e pagato in un bar o ristorante o come collaboratori domestici. Durante il 2016, invece, molte persone hanno tentato di superare il confine per sfuggire all’inflazione sempre più pesante ed al totale collasso del sistema sanitario, per non parlare delle continue violenze per strada!

 

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