Europa, un futuro di rifiuti zero



In questo periodo a Bruxelles si sta facendo anche il punto su scelte importanti e decisive per l’economia e per l’ambiente tramite il pacchetto sull’economia circolare.

Ma prima c’è bisogno di trovare un accordo tra Consiglio per l’ Ambiente ed Europarlamento.

L’obiettivo della cosiddetta economia circolare è di arrivare in un futuro a produrre rifiuti zero.

Si tratterebbe di una vera riforma della politica europea per quel che riguarda i rifiuti e il loro trattamento.
Lo scopo sarebbe di puntare a una riprogettazione dei prodotti e fissare degli obiettivi di prevenzione, al fine di utilizzare il riuso e il riciclo dei rifiuti in modo da eliminare lo smaltimento degli stessi in discarica.
In questo modo si ridurrebbe gradualmente l’impatto ambientale dello smaltimento dei rifiuti e si potrebbe attuare un grande e positivo recupero energetico, diventando anche meno dipendenti da importazioni delle materie prime da altri paesi.

Questa sarebbe una soluzione davvero importante per il futuro dell’ambiente e anche delle imprese.

Un mese fa si è adottato un testo con la maggioranza dal Parlamento stesso in Europa e che aspetta un accordo tra il Consiglio Ambiente e Europarlamento, dove viene previsto un innalzamento dei livelli di riciclaggio al 70% fino al 2030 per i rifiuti urbani e fino all’80% per gli imballaggi.

secondo la Commissione europea, questo permetterebbe anche di creare 580 mila ca posti di lavoro in più e avere un risparmio di 72 miliardi di euro per le imprese all’anno.

I nuovi posti di lavoro poi potrebbero arrivare a 867 mila se si accompagnassero a tali obiettivi sempre a livello europeo anche misure per il riuso di oggetti nei settori dell’arredamento e tessile.

In Italia, diversi Comuni e società pubbliche oltre a varie imprese private hanno già da un po’ investito su tale modello produttivo riciclando materie prime che finivano un tempo in discarica come ad esempio recuperando tonnellate di pneumatici usati trasformandoli in gomma da usare per fare superfici sportive o degli isolanti acustici; chi invece realizza bioplastica, un tipo di plastica che è biodegradabile e compostabile; chi ricicla gli imballaggi in acciaio e chi con la fornitura di carta e packaging da macero di cliente produce il suo stesso packaging.

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