Importazione minerali: UE impone maggiori controlli



Proprio in questi giorni è stato approvato il nuovo regolamento voluto dall’Unione Europea che regolamenta l’importazione dei metalli. L’approvazione è stata possibile grazi a 558 voti in favore, 17 contrari e 45 astenuti.
Lo scopo di questo nuovo regolamento voluto dall’UE è quello di evitare che il denaro investito possa andare a finanziare gruppi armati o peggio ancora persone che non rispettano i diritti umani e che sono collegate in qualche modo a quelle aree di paesi in zone in conflitto. Con questa normativa, dunque, si cerca di obbligare gli importatori europei di diversi metalli – come il tugsteno, lo stagno, il tantalio e l’olio – ad effettuare dei controlli mirati onde evitare di incorrere in problemi per l’importazione.

Da questi controlli saranno esclusi gli importatori più piccoli di metalli, come dentisti e gioiellieri che attualmente rappresentano solo il 5% delle importazioni
. Ad ogni modo, sempre le aziende più grandi che decidono di importare i metalli, avranno anche la responsabilità di indicare quali saranno i modi con i quali potranno controllare ed assicurarsi che il materiale ordinato si rispettoso della norma imposta dall’UE.

Il regolamento in questione, quindi, andrà a colpire tutti quei paesi che sono fornitori di materia prima e che allo stesso tempo si trovano in conflitti: ciò é stato voluto soprattutto per evitare che il commercio dei minerali possa andare ad incrementare le casse di coloro che acquistano armi per queste rivolte. Tra i paesi ad alto rischio, che possiamo citare oggi, vi sono senz’altro la Repubblica Popolare del Congo e la regione dei Grandi laghi.

Naturalmente, questi non sono gli unici paesi “pericolosi” per il rischio che si incorre nell’acquistare minerali: difatti, gli esperti andranno a realizzare una lista esaustiva e dettagliata dei paesi che ai giorni nostri sono conosciuti proprio per l’estrazione di minerali illegalmente e per l’alimentazione di bande armate. 

Come sapete bene, tutti i minerali che si ottengono da questi paesi sono utilizzati da diverse aziende: difatti, questi materiali consentono la realizzazione di tanti oggetti che oramai sono decisamente comuni per la nostra vita. Parliamo ad esempio dell’industria automobilistica, ma anche di aziende che realizzano componentistica, macchine industriali, utensili, gioielleria, imballaggio, illuminazione e molto altro ancora.
Gli stessi obblighi che si ritroveranno a rispettare le aziende importatrici saranno delineati direttamente dalla guida internazionale dell’OCSE, così da poter aiutare tutti a rispettare i diritti umani ed evitare che il commercio di minerali possa essere sfruttato negativamente. Insomma, con questo regolamento non solo si cerca di migliorare la vita delle popolazioni che si trovano in mezzo ai conflitti quotidianamente, bensì pure per agire in modo responsabile e non far finta di nulla dinnanzi ad un commercio che non è assolutamente positivo per nessuno.

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