Meno esportazioni di orologi per la Svizzera



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A quanto pare, sembra non essere un momento molto fortunato per l’esportazione degli orologi svizzeri: infatti, la Federazione dell’Industria Orologiera Svizzera, in seguito alla raccolta dei dati, ha dimostrato che il calo è davvero significativo e prosegue ancora imperterrito. I numeri che emergono confermano un calo quantificabile al 14,2% a/a per il mese di luglio 2016. La flessione più evidente, però, è quella che si è registrata ad Hong Kong con il 32,7% a/a, ma anche l’Europa d’altro canto ha denunciato un forte calo.

Ad esempio, la Francia ha visto una flessione del 27,8%, molto probabilmente come conseguenza diretta alle vicende degli attacchi terroristici avvenute in questi ultimi mesi del 2016. Per quanto riguarda il mercato asiatico, invece, si delinea un pericolo altrettanto maggiore: questo ha subito un forte arresto inseguito all’annuncio delle autorità locali, che hanno come scopo la regolamentazione della pratica di far doni.

Nel complesso, dunque, è possibile dire che sono state prese di mira tutte le fasce di prezzo, ma in particolar modo il calo ha investito quelle al di sotto dei 200 CHF e superiori ai 3.000 CHF.

La causa che ha scaturito questo brusco cambiamento nel mercato svizzero è riconducibile in primis al franco troppo caro: di conseguenza, il settore dell’industria dell’orologiera si ritrova ad affrontare un momento assai complicato e poco entusiasmante per il mercato del luxury watch. Finché non vi sarà un’evoluzione del franco, però, non si prevedere una ripresa della domanda e, perciò, il trend continuerà ad essere negativo.

Ad ogni modo, pare comunque che la situazione è gestibile e l’inflazione potrebbe essere l’unica risposta per la Svizzera. Attualmente, il surplus della Svizzera è passato da 3.55 miliardi di franchi svizzeri a 2.93 miliardi di CHF. Dunque, vista la piega che sta prendendo questa situazione, con molta probabilità, la Confederazione farà riferimento alla BNS chiedendo per l’appunto la difesa della propria valuta.

Va altresì detto che hanno contribuito al calo evidente delle vendite degli orologi svizzeri anche i mercati grigi, ovvero quei mercati dove la merce può essere acquistata anche al 60% in meno rispetto al prezzo ufficiale, che si trova nei negozi reali ed online. Naturalmente, come si può ben intuire, queste vendite non riguardano solamente gli orologi, bensì pure molte altre tipologie di merci che sono immesse nel mercato in modo illegale, giacché il prezzo non è autorizzato da nessuno o lo stesso rivenditore non ha l’autorizzazione per distribuire il prodotto.

Questa è pure una conseguenza che si delinea visto che alcuni rivenditori sono costretti ad ordinare un minimo di pezzi per poter continuare a vendere il medesimo prodotto presso il proprio punto vendita. In questa maniera, dunque, si cerca di “dar via” l’invenduto al prezzo all’ingrosso, onde evitare di andare incontro a delle perdite vere e proprie.

Con molta probabilità, la Svizzera riuscirà certamente a riprendersi da questa situazione com’è già accaduto in passato.

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