Niente più importazione di pollame Eu e dispositivi medici per la Russia



Oggi desideriamo dare una panoramica relativa alle importazioni della Russia e più precisamente parliamo degli ultimi divieti che sono stati introdotti dalla nazione di Putin.

Iniziamo parlando delle importazioni dai paesi dell’Unione Europea e parliamo, più precisamente, dei polli. La Russia, difatti, ha deciso di dire no ai polli provenienti da tutti quei paesi dell’Unione Europea, giacché proprio di recente vi è stata un’altra scoperta di influenza avaria. A dare man forte a questa decisione è la russa Rosselkhoznadzor, l’ente federale che si occupa della sicurezza alimentare e veterinaria sul territorio. Stando a quando riferisce lo stesso ente, al momento sembrano essere ben 22 i paesi che si sono ritrovati a tu per tu con il problema dell’influenza aviaria a maggior rischio di diffusione patogena.

Proprio per questo, il Ministero ha deciso di parlare di restrizioni che, in un certo senso, possono aiutare la Russia. Per il momento, si parlare di una diminuzione delle importazioni in Russia per quanto concerne le carni bianche, ma anche di tutti quei prodotti finiti che sono realizzati per l’appunto con l’utilizzo di carne di pollo. Vanno ad aggiungersi alla lista anche i prodotti avicoli, mangimi, additivi per gli uccelli, ma pure attrezzature di seconda mano che possono essere utilizzate per la conservazione e macellazione degli uccelli.

Il divieto della Russia, quindi, sarà attivo su tutto il territorio ed interesserà principalmente alcuni paesi dell’Unione Europea che hanno visto sviluppare questo fenomeno presso gli allevamenti di pollame. Tra le nazioni in questione citiamo le seguenti:  Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Austria, Gran Bretagna, Ungheria, Bulgaria, Grecia, Romania, Slovacchia, Francia, Croazia, Repubblica Ceca e la Svezia.

Ma non è tutto perché nel documento rilasciato dal Rosselkhoznadzor si vede pure che sono stati sollecitati tutti questi paesi, affinché quest’ultimi fossero in grado di fornire entro una settimana tutte le informazioni circa l’attuazione delle raccomandazioni del Codice Ore per la consegna di uccelli vivi. Tutte quelle nazioni che non saranno in grado di fornire per tempo la documentazione richiesta, invece, verranno inserite nella lista delle restrizioni di importazione del pollame vivo.

Per chi non se lo ricordasse, già nel 2014 la Russia aveva proibito l’importazione di diversi alimentari tra cui carne, pesce, frutta, verdura e prodotti lattiero-caseari derivanti dall’Unione Europea, Stati Uniti e tanti altri paesi che avevano assegnato sanzioni a Mosca per via del conflitto con l’Ucraina. Questo divieto, che è stato alleggerito seppur di poco, è ancora valido. 

Un altro divieto imposto da poco dalle autorità russe riguarda un settore completamente diverso: stiamo parlando del blocco delle importazioni di attrezzature mediche e prodotti con certificazioni che non sono conformi secondo il paese. Ora non resta che capire se la Russia, prossimamente, cambierà ancora una volta le “regole” dell’importazioni, alleggerendo nuovamente i divieti che sono stati da poco imposti alla nazione.

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