UE si oppone all’importazione di mais e cotone ogm



Di recente, a Strasburgo, il Parlamento europeo ha preso un’importante decisione circa l’importazione di due prodotti molto utilizzati: stiamo parlando del cotone e del mais, che non saranno autorizzati poiché OGM.

L’aula EU ha votato “NO” al mais e cotone OGM

In questi giorni, l’aula parlamentare europea si è riunita per decidere come proseguire con la richiesta di importazione di due prodotti assai importanti: stiamo parlando del mais e del cotone, in particolare del mais Das-40278-9 e del cotone Ghb 119. Grazie a due votazioni ben distinte, il parlamento è arrivato alla conclusione che non saranno importanti questi prodotti Ogm, nonostante quest’ultimi fossero già stata autorizzati alla Commissione. In particolare, stando a quanto si evince, un ingrediente attivo del mais (2,4 D) è pericoloso non solo per la salute dell’ambiente, bensì anche per l’uomo, mentre che per quanto concerne il cotone si parla di un aumento dell’uso di prodotti erbicidi realizzati con glufosinate ammonio, elemento classificato già come tossico per quanto riguarda la produzione.

La sconfessione dell’EFSA e della Commissione europea

Quindi, nonostante entrambi i prodotti fossero stati già visionati ed accettati dalla Commissione europea in seguito anche alla consultazione con l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), in realtà si è deciso di proseguire verso un’altra via, proibendo il loro ingrasso in Europa. In questa maniera, si cerca di salvaguardare la salute dell’uomo, ma anche l’ambiente in cui quest’ultimo vive. Ma andiamo per ordine: lo scorso 26 agosto 2016, l’EFSA si era espresso a favore del mais, mentre che i parlamentari avevano espresso dubbi e perplessità circa questo prodotto che ha impurità e elementi cancerogeni per l’uomo. La stessa cosa si era verificata il 21 settembre 2016 con il cotone, con l’organo espresso a favore e la denuncia di alcuni con relativi sospetti.

Come si autorizzano gli Ogm in Europa?

Se vi state chiedendo come funziona la fase in cui i prodotti possono ottenere l’autorizzazione per essere commercializzati e venduti in Europa, non preoccupatevi, poiché vi diremo che cosa devono fare le aziende che desiderano vendere prodotti transgenici nel nostro continente. La prima fase comporta proprio la presentazione di una domanda alle autorità competenti di uno stato membro. Successivamente, la stessa domanda viene passata all’Autorità europea per la sicurezza alimentare che ha la responsabilità di analizzare correttamente il prodotto e darne una valutazione dal punto di vista scientifico, circa il grado di pericolosità per l’ambiente, per le persone e per gli animali. Naturalmente, questa fase richiede anche la collaborazione di organi scientifici degli altri stati appartenenti all’UE. La commissione europea, poi, entro tre mesi dal parere dell’EFSA si preoccupa di preparare una proposta di decisione in cui si decide o meno di dare l’autorizzazione. Successivamente è trasmessa agli stati membri e viene eseguita una votazione, dove la maggioranza qualificata prende la decisione finale.

 

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