A rischio i vini di importazione in Russia



Non molto tempo fa, sono stati apportati dei provvedimenti da parte del Ministero delle Finanze russo che, a quanto pare, potrebbero in qualche modo andare ad influenzare il panorama delle società importatrici di vino.

Le novità che colpiscono i fornitori di vini d’importazione

Lo scorso 11 maggio 2017 il Ministero delle Finanze ha firmato un decreto che sancisce l’abolizione di tutte le agevolazioni circa le accise ridotte per i vini importati da tutto il mondo. A riferire tale notizia è il giornale d’economia Kommersant, che parla di un grande quantitativo di vini esteri presenti sugli scaffali dei supermercati russi. La percentuale, difatti, si assesta addirittura all’80%! Praticamente, sembra proprio che la Russia sia intenzionata a mantenere le accise ridotte solamente per i vini prodotti in loco, mentre che al momento sono attive pure sugli IGP e sui DOP di importazione. Quindi con questa novità potrebbe accadere che coloro che importano vini dall’estero si ritrovano con un ulteriore accisa durante il periodo in cui hanno potuto usufruire della riduzione dell’aliquota. Parlando dal punto di vista dei costi, le stime riconosciute dagli esperti ci portano a pensare a circa 20-24 milioni di euro, più 16 milioni di euro per l’aumento dell’accisa. Insomma, nel complesso queste novità potrebbero andare a danneggiare economicamente tutte le società russe che importano vino da altri paesi.

Perché é stato attuato questo provvedimento?

Stando a quanto ha riferito Leonid Popovich, il presidente di Russian Union of Wine Growers and Winemakers, le accise sarebbero state introdotte poiché si vuole promuovere la produzione di vini Made in Russia, a marchio Zgu e Znmp. Ad ogni modo, per un anno e mezzo hanno potuto usufruire della situazione agli gli importatori, giacché era stata segnata una vera e propri impennata delle importazioni di vino. Nei primi sei mesi del 2017, difatti, sembra che le importazioni abbiano fatto segnare un aumento del 15-20%. Ad ogni modo, questa decisione già era nell’aria visto che dal 2014 al 2016 si era notato per l’appunto una costante crescita del consumo di questi mini e, di conseguenza, il Ministero delle Finanze della Russia ha pensato di approfittarne con un aumento delle tasse.

Alcuni numeri sul consumo del vino in Russia

I russi consumano abitualmente vino proveniente da ogni parte del mondo: in particolare, durante il 2014, il 49,2% dei vini consumati era autoctone, il 23% proveniva dalla Georgia, il 22,5% dall’Abkhazia, il 22.3% dalla Francia ed il 22% dalla Crimea. Il vino consumato dai russi durante il medesimo anno è prodotto non solo in Russia, ma anche in Francia, Spagna, Italia, Cile e Georgia. Ad ogni modo, con questa decreto si potranno notare dei rincari sui prezzi di 30-40 centesimi di euro e con l’aumento delle accise una bottiglia si assesterà dai 7 ai 10 euro.

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