L’Inghilterra contrasta il Brexit con i corporate bond



banca d'Inghilterra

In seguito all’esito del referendum dello scorso 23 giugno 2016, in cui si è definitivamente affermata la volontà di dare seguito alla procedura del Brexit, la Banca d’Inghilterra ha deciso di contrastare gli effetti negativi derivanti da questa scelta con una politica che, dall’autunno, farà uso dei cosiddetti corporate bond.Infatti, a partire dal mese di settembre la Banca d’Inghilterra (BoE) si preoccuperà di acquistare 10 miliardi di sterline di obbligazioni societarie: ad ogni modo, stando a quanto riferiscono alcuni esperti intervenuti sulla questione, questa manovra non dovrebbe comportare alcun beneficio veramente tangibile sulle performance che farà registrare l’economia reale.

In effetti, le banche centrali in tante circostanze si sono attivate per cercare di stimolare le performance economiche di diversi paesi, dato il clima di incertezza e delle difficoltà dell’economia mondiale, mettendo in atto una strategia che comprende anche stimoli mirati con l’acquisto di bond societari, una mossa ritenuta in alcuni casi piuttosto incisiva per contrastare le difficoltà economiche. Dopo l’annuncio da parte della BCE, anche la Banca d’Inghilterra ha deciso di adottare la medesima soluzione, con l’acquisto del debito societario britannico, oltre a prevedere l’investimento di 60 miliardi di sterline in titoli di Stato.

Quest’azione avrebbe come scopo principale quello di ridurre in modo consistente gli oneri finanziari che gravano sulle grandi imprese, che attualmente possono già avere dalla loro parte degli ottimi (e bassi) tassi di interesse. Ad ogni modo, questa scelta sembra comunque destare qualche preoccupazione per le conseguenze politiche monetarie non convenzionali: a tal proposito, ci si riferisce al fatto che vi potrebbe essere un’eccessiva assunzione di responsabilità da parte di chi investe. Molti altri, invece, sono particolarmente scettici circa il fatto che questo programma possa portare a distorsioni a livello economico globale, in particolare con un indebolimento della dinamica della domanda di beni e servizi.

Tra gli esempi negativi da prendere in considerazione, troviamo quello delle banche centrali di Giappone ed Europa: queste due, difatti, si sono ritrovate con miliardi di dollari di titoli di Stato, ora contraddistinti da tassi negativi che diminuiscono il rendimento. La diretta conseguenza di questa politica, è stata la discesa del rendimento dei corporate bond, con un irrobustimento dell’emissione di debito delle aziende USA.

Craig Bishop, lead strategist per il reddito fisso negli Stati Uniti per Rbc Wealth Management, ha rilevato che secondo lui non è possibile fare affidamento solamente sugli acquisti di debito per finanziare il quantitative easing. Ad ogni modo, la BoE ha desico di contrastare il possibile danno economico derivante dal recente voto a favore del Brexit mettendo in atto questo investimento.

banca d'InghilterraLa Banca d’Inghilterra, inoltre, sostiene che con questa strategia si possa pure rafforzare l’emissione di obbligazioni nominative in sterline, che già nell’ultimo periodo aveva messo in evidenza un calo piuttosto marcato. Il responsabile della strategia di credito presso BlueBay Asset Management, David Riley, afferma che il programma adottato dalla Banca d’Inghilterra può sicuramente imprimere un piccolo impulso al mercato primario che, attualmente, non sembra essere al top: e con le nuove vendite del debito, è possibile dare un importante impulso pure al mercato dei corporate bond in sterline.

Va altresì detto, però, che se da una parte c’è chi intravvede come positiva questa scelta, dall’altra, vi sono pure persone che dubitano fortemente circa la natura davvero incisiva questa decisione: infatti, alcuni analisti pensano che la strategia messa in campo dalla BoE non avrà l’effetto desiderato, dato l’innegabile situazione in cui le obbligazioni societarie presentano dei rendimenti bassi.

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