Pechino rende difficile l’esportazione di capitali dalla Cina



L’agenzia di stampa Xinhua (Nuova Cina) riporta che la Repubblica Popolare Cinese ha deciso di contenere quanto più possibile gli investimenti all’estero, onde evitare che grandi capitali possano essere utilizzati al di fuori dei propri confini in modo irrazionale.

Stando a quanto si evince da quello scritto dall’agenzia Xnhua – una delle più antiche agenzie stampa ufficiali della Cina che si trova sotto il controllo del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese – gli investimenti peggiori sono stati fatti in diversi ambiti e più precisamente nel settore dell’immobiliare, alberghiero, cinema, intrattenimento, ma anche nelle società sportive. A tal proposito, possiamo rammentare ad esempio il passaggio del 99,3% della squadra del Milan dalle mani della famiglia Berlusconi alla cordata cinese.

La più grande preoccupazione, però, sarebbe scaturita dal fatto che si tratta di progetti di grande rilevanza e che quindi porterebbero ad un investimento all’estero di fondi che sono da destinarsi al di fuori dalle tipiche attività centrali delle aziende di Pechino. Ma non è tutto perché i responsabili della National Development and Reform Commission, del Ministero del Commercio, della Banca centrale e della State Administration of Foreign Exchange sono molto dubbiosi e preoccupati anche per gli investimenti eseguiti da società in accomandita e società a responsabilità limitata cinesi.

Ad ogni modo, l’agenzia Xnhua riferisce che per il SAFE quest’argomento è molto importante e proprio per questo cercherà di impegnarsi nel contrastare le consistenti esportazioni dei capitali locali verso progetti da farsi all’estero che, secondo loro, servirebbero solo come copertura per camuffare le azioni di persone sospette al di fuori dei propri confini.

In una citazione riportata sul sito di Milano Finanza si legge anche l’opinione dell’economista e direttore del China Economic Research Program, Michele Geraci, che dice per l’appunto che gli spostamenti di denaro sono un vero e proprio campanello d’allarme, giacché segnalano per l’appunto l’ideazione di diversi sotterfugi per spostare il denaro dalla Repubblica Popolare Cinese senza destare sospetti. Dunque, il vero obiettivo di queste persone non era solo di fare affari al di fuori della propria nazione, bensì muovere denaro in modo naturale, visto che solitamente veniva chiuso anche un occhio sul valore delle acquisizioni.

L’inquietudine più grande della Cina, però, non riguarda solamente il fatto che persone poco chiare spostano il denaro: infatti, la grande preoccupazione si fa ancor di più evidente quando si parla del calo delle riserve di valuta. Durante l’anno che si è appena concluso, la fuoriuscita di denaro ha messo in evidenza un forte calo della valuta cinese, tant’è vero che questa si è deprezzata quasi del 6% sul dollaro.

Stando a quanto riferisce il governo cinese, oggigiorno, le riserve valutarie della Cina sono al minimo dal 2011, a 3120 miliardi di dollari. Quindi, ecco qui il motivo per il quale la Repubblica Popolare Cinese desidera far rallentare gli investimenti di capitale all’estero.

 

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