Svizzera-Italia: al via lo scambio dati su richiesta



scambio dati su richiesta Svizzera Italia

Lo scorso mercoledì 13 luglio 2016, è definitivamente entrato in vigore il nuovo protocollo che è andato a modificare la Convenzione contro la Doppia Imposizione (CDI) tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana: quest’ultimo è giunto dopo un lungo periodo di trattative tra i due stati, portate avanti dai diversi governi susseguitisi (Berlusconi, Monti, Letta e Renzi).

Il protocollo va ora a modificare la precedente regolamentazione dei rapporti tra le autorità italiane e svizzere in ambito fiscale contro le doppie imposizioni, modificando un regime che è rimasto sostanzialmente in vigore per 40 anni, considerando che la precedente versione della CDI era stata sottoscritta dai due paesi nel lontano 1976.

Ora i due paesi hanno adottato lo scambio di informazioni su richiesta secondo gli standard dell’OCSE, ponendo fine ad un lungo dibattito – e contenzioso – che aveva messo a dura prova i rapporti tra i paesi, dopo diversi scudi fiscali e l’introduzione delle black list da parte italiana: tramite questo protocollo, ora Svizzera e Italia possono affrontare in maniera più efficace le questioni relative alle imposte su redditi e patrimoni a livello transnazionale.

In particolare, è l’articolo numero 27 della Convenzione – quello per il quale la Svizzera applicava precedentemente una riserva in tema di scambio di informazioni – ad essere stato modificato, rendendolo conforme agli attuali standard OCSE. Nello scambio di informazioni, i due paesi dovranno garantire un adeguato livello di protezione dei dati, comunicando gli stessi soltanto alle autorità competenti in materia, utilizzando queste informazioni secondo il principio di specialità.

D’altro canto, all’interno dello stesso articolo è stato indicato come nessuno dei due paesi potrà comunque fare richiesta – o ordinare – l’esecuzione di atti che siano contrari alla propria legislazione interna, volti a risolvere problematiche o a soddisfare necessità dell’altra parte contraente, una disposizione che limiterà quindi le possibilità di ingerenza reciproca dei due stati.

scambio dati su richiesta Svizzera ItaliaIl protocollo, poi, specifica che Svizzera ed Italia saranno obbligate rispettivamente a fare utilizzo dapprima di tutte le fonti informative a propria disposizione per applicare le normative fiscali nazionali e, soltanto una volta esaurite queste possibilità, potranno richiedere l’assistenza dello stato contraente per ottenere informazioni utili ai fini fiscali relative ai propri cittadini.

La possibilità di applicare le nuove disposizioni in materia di convenzione contro le doppie imposizioni in modo retroattivo è stata esplicitamente esclusa da parte svizzera, avendo la Confederazione stabilito che lo scambio di informazioni fiscali su richiesta sarà disponibile soltanto per richieste che concernono fatti fiscalmente rilevanti a partire dalla data di sottoscrizione del nuovo protocollo di modifica della CDI.

La firma del documento era avvenuta il 23 febbraio 2015 a Milano, da parte del Pier Carlo Padoan e della consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf.

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