I fondi di fondi



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Dopo esserci occupati dei fondi comuni di investimento, diamo oggi uno sguardo invece a quelli che vengono definiti fondi di fondi, strumenti per differenziare ulteriormente i propri asset.

Come suggerisce il nome stesso, questa tipologia di fondo di investimento ha come scopo l’acquisizione di partecipazioni, attraverso la detenzione di quote, presso altri fondi OICR: in linea di principio, le attività finanziarie compiute attraverso questi strumenti di investimento comune sono generalmente rivolte verso altri fondi che abbiano delle policy per gli investimenti contraddistinte da una certa compatibilità.

Per meglio comprendere questa affermazione, facciamo il seguente esempio: un dato fondo di fondi comuni – definito Europa – punterà generalmente ad utilizzare i suoi asset andando alla ricerca di altri fondi che si occupino, a loro volta, di fare degli investimenti su titoli europei, anche detenuti da differenti attori di mercato.

Non dimentichiamoci nemmeno di considerare, ancora, come ad un fondo di fondi “aperto” non sia concessa la possibilità di acquisire delle quote appartenenti a fondi “chiusi”, giacché questi ultimi – proprio in ragione della loro particolarità – potrebbero porre dei problemi in termini di capacità di liquidare le quote di fondo acquirente sottoscritte da questi investitori “secondari”.

Qualora questo tipo di operazione venisse compiuta, infatti, gli “ultimi” sottoscrittori si troverebbero ad investire in un fondo “secondario” che, a causa delle sue politiche di acquisizione di quote non facilmente liquidabili, presenterebbe un profilo di rischio molto differente, rispetto a quello di un fondo che investa in OICR che siano parimenti aperti.

Per quale motivo quindi sarebbe interessante puntare su un fondo di fondi? Uno dei principali motivi per i quali si potrebbe scegliere di investire in questo strumento, è proprio la notevole diversificazione ottenibile: come abbiamo indicato poc’anzi, attraverso le quote del fondo Europa, si può infatti beneficiare di partecipazioni suddivise su più fondi, ognuno con le sue caratteristiche, puntando alle migliori opzioni disponibili sul mercato.

Come ogni altro tipo di strumento finanziario, anche questo presenta punti a sfavore: il più rilevante, e che balza sicuramente subito all’occhio di chi abbia un minimo di dimestichezza con gli investimenti, è quello relativo alle commissioni, le quali si pagano sostanzialmente due volte. Il primo livello di costo, è rappresentato dalle commissioni del fondo acquirente, mentre il secondo è quello dei fondi “secondari” partecipati.
Un altro aspetto da tenere sempre ben presente, è anche quello relativo alla diversificazione del fondo di fondi: in alcuni casi, infatti, gli asset potrebbero essere rappresentati completamente da partecipazioni agli OICR, un aspetto che – come detto – si verifica qualora i fondi sot

tostanti siano affini per politica di investimento e, soprattutto, siano di tipo “aperto”, non detenendo – a loro – più di un decimo di asset in altri OICR.

Questi fondi di fondi possono comunque avere partecipazioni – fino al 30 percento degli asset – in fondi OICR aperti non armonizzati (proprio per contenere il rischio) e, ancora, per evitare di esporre gli investitori a un rischio troppo elevato, il fondo non deve avere più di un quinto dei suoi asset in un medesimo OICR, un limite che è ridotto ad un decimo qualora il fondo non fosse armonizzato.

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