Investire nei fondi di investimento



Tra i molteplici prodotti che il mercato finanziario offre ci sono anche i fondi comuni di investimento, che potrebbero essere una valida proposta per chi desideri investire il proprio capitale senza rischi eccessivi.

Cosa sono i fondi di investimento

I fondi comuni di investimento sono dei prodotti finanziari gestiti da istituti intermediari, le Società di Gestione del Risparmio o SGR, che si occupano di investire i soldi affidati loro da un gruppo di risparmiatori con lo scopo di farli fruttare e creare un profitto.
Sono tradizionalmente considerati il modo più sicuro di investire ed operare con i capitali azionari, accessibili anche a chi non ha un patrimonio ingente a propria disposizione visto che comunque bastano poche centinaia di euro per acquistare una quota del fondo.
Hanno riscosso e continuano ad avere molto successo perché consentono di diversificare gli investimenti del proprio portafogli contenendo di molto le eventuali perdite: sono quindi un prodotto così denominato “”a basso tasso di rischio””; sono un prodotto facile e abbastanza sicuro.
Il funzionamento è semplice: si affida il proprio risparmio ad operatori specializzati, le SGR di cui sopra, appunto, ed essi si fanno carico di far fruttare il capitale che ricevono. La banca presso cui si acquista la quota del fondo è solo un intermediario, non entra direttamente nella gestione del patrimonio. Comprando la quota del fondo, il cliente acquista non solo il servizio professionale della SGR incaricata della gestione, ma si accolla anche le eventuali perdite – oltre che i profitti – nel caso in cui l’investimento non vada a buon fine: perdite e profitti sono in maniera proporzionale rispetto al capitale investito.

Una categoria, tanti prodotti

Attraverso una gestione collettiva del patrimonio, si ottengono numerosi vantaggi: rendimenti maggiori, costi minori, maggior potere contrattuale e maggiore diversificazione del portafogli d’investimento. È necessario tener a mente che, comunque, il fondo di investimento non garantisce alcun rendimento; il profitto deriva soprattutto dall’andamento delle attività in cui i soldi sono investiti. Il rischio di fallimento è limitato, perché i soldi investiti in tali fondi sono””spalmati”” su decine, a volte centinaia, di titoli diversi: quindi contenere le perdite è piuttosto semplice.
I fondi di investimento possono essere aperti o chiusi. Quelli aperti sono caratterizzati da un capitale variabile (i fondisti possono scegliere quando “”entrare”” o “”uscire”” dal fondo); al loro interno si suddividono ulteriormente in fondi aperti armonizzati, cioè in linea con le direttive della Comunità Europea, e fondi aperti non armonizzati, cioè non in linea con queste direttive (come ad esempio di Hedge Funds). Su quest’ultima tipologia di investimenti lo Stato Italiano non applica direttamente alcuna tassazione: vanno dichiarati nel modulo RW della dichiarazione dei redditi – 730 o Modello Unico che sia. I fondi chiusi, invece, hanno un capitale fisso: i fondisti sottoscrivono la loro quota al momento di istituzione del fondo e la riscattano solo alla data di scadenza.
C’è un’altra diversificazione, per quel che riguarda i fondi di investimento: ci sono quelli mobiliari, ovvero quelli nei quali il capitale viene collocato solo in investimenti di natura finanziaria, e ci sono quelli immobiliari, ossia quelli nei quali il capitale viene investito in società immobiliari, beni immobili ecc. I fondi di investimento immobiliari sono solo fondi di tipo chiuso.
Ecco un breve elenco delle diverse tipologie di fondi di investimento esistenti: fondi di liquidità, fondi obbligazionari, fondi bilanciati, fondi azionari, fondi immobiliari, Hedge Funds e fondi di fondi. Ci sono anche altri prodotti, che si chiamano Exchanged Traded Funds o ETF: ma non sono fondi di investimento veri e propri quanto, piuttosto, una forma passiva di risparmio.

Pro e contro dei fondi di investimento

Come per tutti gli strumenti finanziari, anche investire nei fondi comuni di investimento presenta sia degli svantaggi che dei vantaggi per il risparmiatore.
Ecco le qualità positive di questi prodotti finanziari:
– le somme per accedere a questi portafogli sono contenute, e quindi adatte anche ai piccoli investitori;
– il portafoglio dei fondi comuni di investimento è variegato;
– grazie alla vigilanza delle banche sulle SGR, la regolamentazione degli investimenti è certa;
– sono gestiti da professionisti.

Naturalmente ci sono anche dei lati negativi in queste tipologie di investimenti. Eccoli:
– basso rendimento: poiché i rischi sono contenuti, lo sono anche i guadagni;
– spese di gestione abbastanza elevate;
– diluizione degli investimenti: i soldi vengono spalmati su centinaia di prodotti diversi, e questo porta ad avere infiniti micro investimenti.
Per quel che riguarda la tassazione sui fondi comuni di investimento, è bene ricordare che vengono tassati del 26% nel momento in cui vengono liquidati. Piccola parentesi per i fondi di investimento aperti: quelli armonizzati UE sono tassati alla liquidazione come tutti gli altri; quelli non armonizzati, invece, vanno inseriti nella dichiarazione dei redditi.

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