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Cos’è il Forex Trading o il mercato dei cambi di valuta?
Come sappiamo Forex significa Foreign Exchange. È anche conosciuto come mercato dei cambi di valuta ovvero quando si converte una valuta di un altro paese nella valuta locale o viceversa. Il mercato delle valute vale nel mondo scambi per un controvalore quotidiano nell’ordine di oltre 5.000 miliardi di dollari. Un fiume immenso di liquidità, necessario sia per consentire agli scambi commerciali di realizzarsi, sia anche destinato alla speculazione. Quando acquisto un bene prodotto in uno stato stranieri, dovrò comprarlo nella divisa di quello stato. Ad esempio, se importo un cappello da cow-boy dal Texas per 100 dollari, magari grazie a un sito di vendite online, dovrò scambiare euro con dollari. Queste transazioni, tuttavia, riguardano mediamente appena il 5% del controvalore complessivo di ciascuna seduta, il resto è tutta speculazione, ovvero compravendita di valute con la sola finalità di realizzare un margine di profitto, meglio se nel più breve tempo possibile.
Fare trading sul forex conviene?
La risposta a priori non esiste. Da un lato, si tratta di un mercato con enormi potenzialità anche per chi detiene capitali ridotti, dall’altro presenta rischi altrettanto elevati, specie per quanti si affidano al primo broker che notano sul web, se non ad amici e parenti presunti “esperti” e magari sono pure digiuni di conoscenze approfondite di economia e finanza.
Operare bene sul forex implica, infatti, proprio una conoscenza non superficiale sia degli strumenti con cui investire, sia della macroeconomia. Bisogna anche seguire gli eventi e le notizie “price sensitive”, perché forse non c’è mercato che più del forex risente dell’annuncio di un governo o di una banca centrale. Se nel comunicato ufficiale, un governatore cambia una sola parola rispetto alla prassi seguita nei mesi precedenti, i contraccolpi sul cambio di quel paese potrebbero essere repentini e marcati. Chi non fosse in grado di muoversi per tempo rischierebbe di restare scottato. Per non parlare dei dati macro. Ogni lettura sul pil, sull’inflazione, sul tasso di occupazione, sulla produzione industriale, sulla costruzione di nuove case, sull’umore di consumatori e imprese, etc., è destinata ad avere ripercussioni proprio sui tassi di cambio, anche se bisogna essere ben addentrati nel mercato per capire in quale direzione, dato che rilevano non solo i numeri in assoluto, bensì pure le aspettative di analisti e trader.
Sui cambi si può investire sia speculando al rialzo che al ribasso, attraverso la stipulazione dei Contratti per Differenza. Posso scommettere, cioè, che l’euro salga contro il dollaro o che, al contrario, esso s’indebolisca. Proprio il cambio euro-dollaro è oggi il cross valutario più importante al mondo e il suo mercato risulta, pertanto, molto liquido, ossia caratterizzato da elevata domanda e offerta.
Supponiamo di volere puntare sul rafforzamento dell’euro contro il dollaro. Apriamo la nostra posizione, investendo 10.000 dollari al tasso di cambio di 1,15. Dopo qualche ora, in conseguenza della decisione a sorpresa della BCE di alzare i tassi nell’Eurozona, il cambio si porta a 1,1650. Decido di chiudere la posizione. Quale sarà stato il mio guadagno? Dunque, ho investito 10.000 dollari, ottenendo 9.091 dollari, che riconvertiti nella divisa europea mi danno adesso 10.591 dollari. Ne consegue che il mio margine è stato di 591 dollari, pari a quasi il 6% dell’investimento. Sarebbero cifre da sogno, se realizzate in poche ore. Chiaramente, il cambio euro-dollaro potrebbe muoversi nella direzione opposta e infliggermi perdite potenzialmente pesanti. Per evitarle, sarei costretto a tenere aperta la posizione più a lungo, in modo da avere il tempo (si spera) di recuperare. Il rischio, però, è che con il tempo le perdite si rafforzino, anziché lenirsi. Ecco che entra in funzione un meccanismo, chiamato “stop loss” e reso automatico dalla tecnologia: imposto la perdita massima che intendo tollerare, raggiunta la quale la posizione verrà chiusa. In questo modo, conosco sin dall’inizio quale sia l’importo massimo che potrò perdere.
Istinto vuole che ciascuno di noi imposti uno “stop loss” molto basso, visto che nessuno vorrebbe subire perdite pesanti. E, però, questa strategia sarebbe in sé un boomerang, in quanto alla minima variazione negativa, rischiamo di vederci chiusa la posizione con perdite minime e certe, quando probabilmente i prezzi si sarebbero mossi successivamente in nostro favore. Il consiglio dei trader, quindi, è di non impostare una percentuale di perdita tollerata eccessivamente bassa, altrimenti si rischia semplicemente di buttare via i soldi.
Il mercato Forex aperto 24 ore al giorno
Il mercato forex presenta l’indubbio vantaggio di essere aperto 24 ore su 24 e per 5 giorni a settimana. Bisognerebbe avere l’accortezza di comprendere quali siano gli orari migliori in cui investire per realizzare un profitto potenzialmente in breve tempo. Molto dipende dal fuso orario delle economie che adottano le due valute del cross. Nel caso del cambio euro-dollaro, sappiamo che gli USA hanno un fuso orario di 6 ore indietro all’Europa (Roma-Berlino), per cui le contrattazioni borsistiche, che da noi iniziano alle 9.00 di mattina, a New York debuttano quando da noi sono le ore 15.00. Questo significa, quindi, che l’apice della liquidità per le negoziazioni tra le due valute nel corso della seduta si ha in coincidenza con la nostra fascia pomeridiana. E in queste ore che giungono dagli USA i dati macro che impattano sul dollaro, mentre in Europa si hanno comunicati ufficiali fino alla tarda mattinata.
Tenete a mente un dato: avete tempo fino a 7 giorni per chiudere una posizione sul mercato valutario senza pagarci le imposte in Italia. Superato tale termine, il fisco vi chiederà conto. In realtà, quasi mai un investitore speculatore nel forex tiene aperta una posizione così a lungo. Anzi, alcune tecniche più spinte prevedono la chiusura automatica in pochi istanti. Parliamo del forex “scalping”, adatto solo per i cuori più resistenti, che consiste nell’aprire e chiudere un investimento valutario in un arco di tempo che dura pochi secondi, al termine dei quali bisogna porre fine all’operazione sia che si è in rosso, sia che stiamo guadagnando e che il grafico ci segnala che continueremmo a farlo ancora. Questo, perché la suddetta tecnica mira a replicare la stessa operazione infinite volte al giorno, guadagnando percentuali mediamente molto basse, ma che ripetute nel corso della stessa seduta danno vita a guadagni sostanziosi. Chiaramente, il forex scalper è tipicamente un investitore che sa l’attimo in cui entrare sul mercato, non va a casaccio. E, comunque, ripetiamo: è adatto ai coraggiosi, nonché iper-preparati in fatto di finanza ed economia.
Uno dei capitolo più sensibili per la previsione della direzione che assumerà un dato tasso di cambio riguarda i tassi d’interesse. Se la Federal Reserve alza i suoi tassi e la BCE li lascia invariati o, addirittura, li abbassa, i capitali tenderanno a spostarsi dall’Eurozona agli USA, ovvero dove verranno remunerati maggiormente. Per questo, è importante che chi investe nel forex abbia anche solide conoscenze macro, dato che le previsioni sui tassi d’interesse sono legate all’andamento dell’economia.
Quali sono le migliori piattaforme di trading forex? e quali caratteristiche sono da considerare?
Su internet esistono svariate piattaforme di trading, che consentono a tutti di accendere posizioni anche sui cambi e sfruttando la leva finanziaria. Ciò offre disponibilità un tempo inimmaginabili anche ai piccoli investitori, ma allo stesso tempo presenta rischi vari, tra cui di incorrere in broker online poco affidabili, inesperti e che vi spingano magari a investire con esposizioni ben superiori a quelle che immaginate. Il consiglio è di scegliere operatori con una solida storia e reputazione alle spalle, nonché che risultino registrati e autorizzati anche in Italia o altro stato membro della UE.
Lista dei migliori broker Forex.
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