La tassazione dei fondi di investimento



Vantaggi di un fondo di investimento

L’elemento che distingue positivamente questa modalità di investimento è il fatto che in un fondo coesistono investimenti a breve, medio e più lungo termine e profili di rischio diversi, a seconda della linea adottata.
Il fondo è anche una soluzione pratica: sono le società di investimento direttamente a prelevare, a titolo di ritenuta, le imposte dovute sui guadagni e a versarle allo stato in qualità di sostituti d’imposta.
Nessun riferimento o importo va quindi inserito nelle proprie dichiarazioni dei redditi.

La tassazione applicata ai fondi di investimento

Negli ultimi anni la normativa fiscale ha aumentato 2 volte l’aliquota di tassazione delle plusvalenze derivanti dall’investimento in fondi comuni e in altri strumenti quali azioni, obbligazioni e derivati.
Dal 1/1/2012 questa percentuale è passata dal 12,5% al 20% e dal 1/7/2014 è salita ancora, fino al 26%.
L’aliquota a cui, invece, sono tassati i guadagni derivanti da investimento in titoli di stato italiani o esteri “”white list”” è sempre il 12,5%.
Se si sceglie un fondo che investe sia su azioni e obbligazioni, sia su titoli di stato, la tassazione applicata sarà funzione della proporzione che i titoli di stato hanno sul totale del portafoglio e sarà quindi – complessivamente -leggermente più bassa. Nell’esempio finale questo diventa più chiaro.

Cosa significa plusvalenza

La plusvalenza, detta anche capital gain, è l’incremento di valore che un’attività finanziaria assume dal momento in cui viene acquistata al momento in cui è venduta.
La plusvalenza, quindi, esiste – ed è tassata – solo se un’attività finanziaria posseduta viene venduta o ceduta.
La minusvalenza è l’esatto opposto, ovvero è la diminuzione di valore che si verifica dal momento dell’acquisto alla cessione. Sulla minusvalenza non ci sono imposte, nè crediti di imposta. Solo in alcuni casi è previsto che la minusvalenza realizzata possa compensare una plusvalenza, ma mai per i fondi di investimento.

Esempio sulla modalità di tassazione

Ipotizziamo di aver aderito in data 1/1/2017 ad un fondo comune di investimento e di aver acquistato 100 quote ad un valore di € 200.
Al momento dell’acquisto ho pagato complessivamente € 200 x 100 quote, quindi 20.000 €.
Ora, supponiamo che al 31/12/2017 il valore della quota sia € 230.
Il mio investimento, complessivamente, varrà € 230 x 100 quote, quindi 23.000 €, con un guadagno di 3.000 €.
Nessuna tassazione è applicata a questo importo, almeno fino a che non realizzerò la plusvalenza vendendo le mie quote, o parte di esse, e rendendo quindi effettivo il guadagno. Nulla facendo, il mio portafoglio continuerà a vivere (e crescere possibilmente) senza alcun prelievo fiscale.
Supponiamo di voler realizzare il guadagno vendendo metà delle quote: in questo caso la plusvalenza sarà reale e verrà tassata al 26%.
Importo dell’imposta: € (230 – 200) x 26% x 50 quote= € 390.
Valore netto che incasserò: € 230 x 50 quote – € 390 = 11.110 €.

Esempio sulla tassazione in presenza di doppia aliquota

Complichiamo l’esempio supponendo che la società di investimento abbia un portafoglio che per il 30% è fatto di titoli di stato italiani o esteri “”White list””. In questo caso la normativa prevede che la plusvalenza sia tassata con aliquote differenti: il 30% della plusvalenza (generata dai titoli di stato) sarà tassata al 12,5% e il restante 70% (generata dagli altri strumenti finanziari) subirà una ritenuta del 26%. Quindi:
Imposta titoli di stato: € (230 – 200) x 12,5% x 30% x 50 quote= € 56,25
Imposta altri titoli: € (230 – 200) x 26% x 70% x 50 quote= € 273
Valore netto che incasserò: € 230 x 50 quote – € 329,25 = 11.170,75 €
Il netto complessivo liquidabile sarà quindi leggermente più alto di quello precedente, in virtù del beneficio fiscale attribuito a chi investe in titoli di stato.

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