I fondi di investimento bilanciati



fondi-bilanciati-azioni-obbligazioni

Torniamo ad occuparci di nuove opportunità di investimento messe a disposizione del mercato per diversificare i propri asset, dando uno sguardo infatti ai fondi bilanciati che, come il nome stesso suggerisce, rappresentano un compromesso tra la scelta delle azioni e delle obbligazioni, considerando come questi titoli siano entrambi presenti, con caratteristiche diversificate tra i singoli prodotti presi in considerazione.

Gli stessi fondi bilanciati presentano infatti dei profili di rischio ben differenti, che possono oscillare tra quelli di natura maggiormente orientata alla prudenza e quelli, invece, più propensi ad attività aggressive: ma al di là di questa particolarità, non possiamo fare a meno di sottolineare come questi strumenti siano particolarmente popolari – in questo periodo storico – tra gli investitori in cerca di nuove opportunità.

Questi fondi comuni si concentrano quindi nell’acquisto di azioni ed obbligazioni – che vanno a costituire poi il patrimonio degli stessi – con interventi nell’ambito equity che possono avere una misura compresa tra il 10 e il 90 percento dell’intero portfolio: in quale percentuale, poi, vengano ripartiti gli investimenti tra i due differenti tipi di titoli, a stabilirlo sono le peculiarità del fondo bilanciato preso in esame.

A seconda della natura dei vari fondi comuni bilanciati presi in considerazione, possiamo affermare che in alcuni casi la componente equity viene sempre mantenuta attorno alla metà del portfolio, mentre in altri, si decide di investire in maniera più decisa nella componente obbligazionaria, la cui percentuale potrebbe aggirarsi – anche in questo caso – fino alla metà dell’intero portfolio detenuto.

Considerando la natura differente dei titoli – le obbligazioni infatti vengono prescelte per la loro “prevedibilità” per quanto riguarda i rendimenti, mentre le azioni risentono certamente della volatilità dei mercati – le due componenti compensano vicendevolmente i propri svantaggi, con lo scopo ultimo che è sempre quello di aumentare ovviamente il valore del patrimonio detenuto, assicurando redditi sul breve-medio termine (fino a 5 anni).

Dopo aver dato uno sguardo in generale su questa tipologia di fondi, cerchiamo ora di comprendere meglio quella che potrebbe essere la componente di rischio correlata agli stessi, mettendo in rapporto questi fondi con altri. Se li osserviamo in rapporto a fondi di natura monetaria ed obbligazionaria, ci rendiamo conto subito di come i bilanciati presentino dei rischi generalmente superiori (salvo eventuali “catafondi-bilanciati-obbligazioni-azioniclismi” sul mercato delle valute).

Viceversa, se messi in rapporto ai semplici fondi azionari, quelli bilanciati presentano dei rischi generalmente minori, proprio in ragione della minor componente azionaria detenuta nel portfolio, la quale – proprio in virtù delle oscillazioni di mercato – presenta delle incognite, in particolare qualora gli investimenti fossero fatti nel breve termine.

Infine, a differenza dei fondi flessibili – i quali permettono ai sottoscrittori di avere un portfolio con entrambe le componenti, sebbene le stesse possano variare in funzione della ricerca delle migliori opportunità di rendimento offerte dal mercato – quelli bilanciati non prevedono un’autonomia decisionale tale da poter ridurre in maniera intempestiva (od eliminare del tutto) la componente bond.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *